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November 26 incidenti mortaliIncredibile ma vero: l'Italia si distingue positivamente nella media UE e nel 2007 ha fatto segnare un -9,5% dei morti su strada, contro un aumento comunitario del 10%! Attenzione però, c'è una parziale spiegazione. Intanto i Paesi recentemente ammessi a far parte dell'Unione spesso hanno numeri molto negativi. E poi gli altri Paesi comunitari che hanno ridotto prima di noi la loro mortalità, oggi sono in una fase di rallentamento, o assestamento. Insomma, a conti fatti l'Italia con il suo 27,3% di riduzione della mortalità dal 2000 a oggi, è al decimo posto nella classifica dei virtuosi, letteralmente surclassata dal Portogallo, già a quota -48,1%! I dati sono stati diffusi da ACI e ISTAT in occasione del Salone Internazionale della Sicurezza Stradale, in corso a Verona. I numeri La diminuzione dei morti (5.131 in totale), come detto, è del 9,5%, mentre quella dei feriti (325.850) è stata solo del 2%. E del 3% si sono ridotti gli incidenti (230.871). Ogni giorno sulle nostre strade si verificano 633 incidenti, con 14 morti e 893 feriti. La classifica europea della riduzione della mortalità stradale dal 2000 a oggi vede il Portogallo in testa con -48,1%, seguito da Lussemburgo (-43,4%), Francia (-42,8%), Olanda (-34,5%), Germania e Lettonia (-34%), Spagna (-33,8%), Austria (-29,2%) e Belgio (-27,4%). L'Italia è al decimo posto con il suo -27,3%. Dove si muore e perché Prevalentemente nelle aree urbane, che sono teatro del 76,6% dei sinistri, con il 44,2% dei feriti e il 73,3% dei morti! Dunque smettiamo di puntare il dito solo contro gli smanettoni della domenica. Anche loro sono un grave problema (anche per l'immagine dei motociclisti!), ma sono una minoranza rispetto al totale dei morti. E cominciamo invece a preoccuparci dei padri di famiglia che muoiono in città tutti i giorni. Circa le cause d'incidente, nel 45,05% le motivazioni rientrano fra mancato rispetto dell'obbligo di dare la precedenza, guida distratta ed eccesso di velocità. Bassissima la percentuale dei sinistri correlati all'uso di alcool o droghe (3,08%), ma qui la spiegazione l'ha data lo stesso presidente dell'ACI, dicendo che quasi mai si fanno i test sui guidatori dopo gli incidenti. Dunque questo dato non è basso; piuttosto è "mancante". I costi dell'incidentalità Gli oltre 230.000 incidenti annui costano allo Stato italiano, dunque a noi, 30,4 miliardi di euro. Il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Un'enormità, tanto che la riduzione di incidenti e morti del 2007 ci hanno fatto risparmiare più o meno 3 miliardi di euro. Il dato potrà essere macabro, ma è interessante notare che in media, calcolata la perdita di produttività, i costi umani, i costi sanitari e i danni materiali, un morto costa allo Stato 1.372.832 euro. Per un ferito si parla invece di 26.316 euro. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://askioxt.spaces.live.com/blog/cns!62BB2B5C56060A7A!3567.trak Weblogs that reference this entry
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