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February 05 Finalmente!Dopo quasi due mesi di assenza, torno a scrivere sul mio sito!!! Non capisco come mai dal mio pc non riesca a connettermi… E invece alla fine eccomi qui! Scrivo dal pc dell’ufficio dell’agenzia dove sto svolgendo il mio stage. Si tratta dell’agenzia di comunicazioni e giornalismo “Mab. Q” di Milano, dove dal 2 di febbraio al 14 sarà il mio luogo di lavoro, sia come stage momentaneo a livello “scolastico”, sia in vista di un prossimo impiego futuro. Ma di scolastico qui c’è ben poco… fin dal primo giorno sono stato messo in prima linea a lavorare proprio come uno stagista! Ho il mio ufficio, il mio computer personale, la mia (enorme) scrivania e la mia quantità abnorme di lavoro da svolgere!! Rassegne stampa, comunicazioni con i settimanali diocesani, telefonate in tutta Italia, rielaborazioni degli articoli di quasi tutte le maggiori testate giornalistiche. Una faticaccia eh… Inizio quasi a rimpiangere la scuola… Il prossimo che mi dice che la scuola è faticosa, porca vacca, lo mando a quel paese! Ma che andasse a lavorare, poi mi dirà… Tutto sommato però sono contento della mia scelta, perché la considero un buon investimento per il futuro. Adesso che sto scrivendo questo, sono in attesa che il pc sul quale sto lavorando in redazione smetta di fare il pirla e mi consenta di finire il lavoro di ieri… altrimenti ho paura che domani sarò ancora lì. Oltre questo, diciamo che in generale va tutto bene. Forse il tempo è l’unica nota stonata del concerto. Oggi piove, domani c’è il sole. Oggi fa un freddo cane, domani si sta bene. Oggi c’è nebbia, domani nevica che dio la manda. E infatti, la neve, altro tema “grigio” di questo periodo, mi è costata una freccia della moto più un po’ di dolore al piede sinistro. Perché lunedì 2 febbraio, in barba ad ogni legge naturale e alle norme di buon senso, nonostante la forte nevicata del giorno prima e durata tutta la notte, ho voluto provare a sfidare la sorte uscendo in moto per recarmi sul luogo di lavoro. E… Porca vacca dopo nemmeno un chilometro la prima scivolata. Ma non mi perdo d’animo e tento di salvare il salvabile. Con uno sforzo sovraumano riesco a raggiungere la casa della zia, che gentilmente acconsente di ospitare la mia povera moto nel suo box. Così, torno a casa, mi cambio i vestiti bagnati dai sudori “freddi”, e vado a prendere il bus che mi porterà in stazione. Alla fine alle 10.30 sono a Milano, con ben un’ora e mezza di ritardo. Ma sono arrivato. Almeno durante il pomeriggio le abbondanti piogge fanno sciogliere gran parte della neve, così l’indomani potrò riprendere la mia motoretta…
Ora scappo perché devo creare il sommario per due rassegne stampa: una per il comune di Luordes e una per L’Hospitalitè di Luordes. Cacchio, devo fare in fretta che entro stasera il boss deve averle sulla sua scrivania!!
La storia continua... November 29 4ESNovember 26 incidenti mortaliIncredibile ma vero: l'Italia si distingue positivamente nella media UE e nel 2007 ha fatto segnare un -9,5% dei morti su strada, contro un aumento comunitario del 10%! Attenzione però, c'è una parziale spiegazione. Intanto i Paesi recentemente ammessi a far parte dell'Unione spesso hanno numeri molto negativi. E poi gli altri Paesi comunitari che hanno ridotto prima di noi la loro mortalità, oggi sono in una fase di rallentamento, o assestamento. Insomma, a conti fatti l'Italia con il suo 27,3% di riduzione della mortalità dal 2000 a oggi, è al decimo posto nella classifica dei virtuosi, letteralmente surclassata dal Portogallo, già a quota -48,1%! I dati sono stati diffusi da ACI e ISTAT in occasione del Salone Internazionale della Sicurezza Stradale, in corso a Verona. I numeri La diminuzione dei morti (5.131 in totale), come detto, è del 9,5%, mentre quella dei feriti (325.850) è stata solo del 2%. E del 3% si sono ridotti gli incidenti (230.871). Ogni giorno sulle nostre strade si verificano 633 incidenti, con 14 morti e 893 feriti. La classifica europea della riduzione della mortalità stradale dal 2000 a oggi vede il Portogallo in testa con -48,1%, seguito da Lussemburgo (-43,4%), Francia (-42,8%), Olanda (-34,5%), Germania e Lettonia (-34%), Spagna (-33,8%), Austria (-29,2%) e Belgio (-27,4%). L'Italia è al decimo posto con il suo -27,3%. Dove si muore e perché Prevalentemente nelle aree urbane, che sono teatro del 76,6% dei sinistri, con il 44,2% dei feriti e il 73,3% dei morti! Dunque smettiamo di puntare il dito solo contro gli smanettoni della domenica. Anche loro sono un grave problema (anche per l'immagine dei motociclisti!), ma sono una minoranza rispetto al totale dei morti. E cominciamo invece a preoccuparci dei padri di famiglia che muoiono in città tutti i giorni. Circa le cause d'incidente, nel 45,05% le motivazioni rientrano fra mancato rispetto dell'obbligo di dare la precedenza, guida distratta ed eccesso di velocità. Bassissima la percentuale dei sinistri correlati all'uso di alcool o droghe (3,08%), ma qui la spiegazione l'ha data lo stesso presidente dell'ACI, dicendo che quasi mai si fanno i test sui guidatori dopo gli incidenti. Dunque questo dato non è basso; piuttosto è "mancante". I costi dell'incidentalità Gli oltre 230.000 incidenti annui costano allo Stato italiano, dunque a noi, 30,4 miliardi di euro. Il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Un'enormità, tanto che la riduzione di incidenti e morti del 2007 ci hanno fatto risparmiare più o meno 3 miliardi di euro. Il dato potrà essere macabro, ma è interessante notare che in media, calcolata la perdita di produttività, i costi umani, i costi sanitari e i danni materiali, un morto costa allo Stato 1.372.832 euro. Per un ferito si parla invece di 26.316 euro. November 25 Volevo dire...Volevo dire che non capisco più nulla... troppe emozioni si ammassano nella mia testa.
O è solo una talmente intensa da mandare in black-out tutto. Non lo so cosa sia di preciso, ma è stupendo. I momenti di estasi pura diventano sempre più rari... E vorrei gridarlo a tutti, cosa provo ora, anche se per il momento, mi basta che lo sappia una persona in particolare. Volevo dirle grazie... anche se questo messaggio, magari, non lo leggerà... November 17 Un anno insiemeGiusto un piccolo momento di sentimentalismo, per chi come me, la moto la vive e la sente dentro. Anche se non è una bolognese... __________________ È già passato un anno. Sembra ieri, quando venni a Segrate con mio padre per vederti dal vivo. Su quel sito internet, la tua foto non rendeva bene l’idea. Ma quei 1.200€ erano già un buon motivo per acquistarti. E tu eri lì, dietro a quella vetrina. Un po’ impolverata e arrugginita. Però, non eri affatto male… Molto meglio di come immaginavo. Un paio di firme, ed eri mia. Era il 22 ottobre 2007. ![]() Ti affidai alle cure di mio papà. Le sue mani esperte ti avrebbero rimesso in sesto, e ti avrebbero ridonato quel bel aspetto che sicuramente avevi il primo giorno uscita dal concessionario. Con qualche visita iniziai a conoscerti, ma non a capirti del tutto. Del resto col foglio rosa, potevo fare ben poco. Poi arrivò quel giorno. Il 17 novembre del 2007. Era un sabato, e faceva un freddo boia. Alle 10.00 di mattina sostenevo l’esame pratico per la patente A1. Superato senza problemi. Alle 11.00 infatti ero già da te, a Robbiate, aspettando le 16.00 perché si attivasse l’assicurazione. Ore 16.15 salgo in sella, sapendo che quel momento segnava una svolta fondamentale della mia vita: ora ero un motociclista. ![]() Saluto mio papà, e dopo l’ennesima raccomandazione ingrano la prima. Purtroppo non ho ancora molta confidenza con la frizione da fermo, e incespico un po’. Chissà che figura se ti fossi spenta! Iniziamo proprio bene!! E invece via, un po’ nervoso e attento ad ogni minima cosa, ma orgoglioso e fiero di esserci riuscito. Finalmente guido una moto, mia. La prima settimana passa velocemente; anche troppo, perché il lunedì seguente siamo già vittime del mio primo, vero, incidente. Quella fredda mattina del 26 di novembre, in quella rotonda a fianco del cimitero, ci stendevamo violentemente sull’asfalto scivoloso e duro come non mai. Il mio ginocchio dolorante neanche lo sentivo dalla quantità di adrenalina che mi circolava in corpo. Mentre tu avevi il paramano sinistro a penzoloni, con la leva della frizione spezzata e la freccia anteriore sinistra in frantumi. Ma non mi scoraggiai: non potevo lasciarti in mezzo alla strada così, quindi decisi di portarti a spinta fino a scuola… due chilometri di agonia. Che portarono le condizioni del mio ginocchio ad uno stato tale, che mi fa male ancora adesso se ci ripenso. Entrambe però, ci rimettemmo in fretta. Oddio, quasi un mese. Però alla prima occasione ci ritrovammo per ritornare a vagare per le strade. Avevamo imparato la lezione. Infatti qualcosa era cambiato: un senso di maggiore responsabilità ci pervadeva. Non sarebbe più dovuto accadere un fatto del genere. Iniziarono a passare i giorni; le settimane e i mesi. E con loro anche i chilometri iniziavano a scorrere sempre di più sotto le ruote. ![]() E arrivò anche la primavera. I giretti iniziarono ad essere più impegnativi e divertenti… l’asfalto iniziava ad essere caldo, come anche le gomme. Così si iniziava a scoprire nuovi confini, tra una curva e l’altra. Arrivò anche l’Honda Day all’autodromo di Monza, ma quel giorno è da dimenticare. Infatti una seconda caduta, meno grave della prima, ci ha messi fuorigioco per un po’. Lepre maledetta… Finita la scuola; il ché voleva dire più tempo per noi. Il motoraduno dei longobardi, con la tua prima volta in pista. La notte bianca a Sesto S. Giovanni, a sgasare fino al fuorigiri… Il 9° mototour notturno dell’alta Lombardia, sotto un acquazzone che non finiva più. E poi i fantastici giri per i monti della bergamasca con il club Ducati Milano. Quanto ci siamo divertiti… Nonostante le differenze notevoli di cilindrata e potenza, siamo riusciti a inserirci in quel gruppo di spericolati, e ricavarci un posticino. ![]() Poi, agli sgoccioli delle vacanze, un ultimo motoraduno, alla Roncola in compagnia di tanti bikers di ogni genere. E lì, il primo problema serio. Quel maledetto bullone che si stacca e che a momenti mi incastra il piede con il perno fuori dal telaio. Non stavi perdendo il motore, per fortuna, ma non era una cosa bellissima… E con un po’ di fil di ferro e qualche fascetta di plastica, tutto e filato liscio. In attesa di una sistematina definitiva. Inizia la scuola, e i giorni sembrano non trascorrere mai. Però arriva il 28 settembre! Il nostro compleanno. Io il 28 settembre del 1991 nascevo, e tu nello stesso giorno, ma dell’anno 2000, venivi immatricolata. E quale modo migliore per festeggiare se non con un bel giro in compagnia degli amici del Brianza SP. Che gruppo di scalmanati… tutti due tempi e senza una marmitta originale. Per fortuna siamo arrivati a casa sani e salvi. E senza aver respirato troppo olio bruciato… L’autunno è alle porte, il ché non ci impedisce di partecipare al grandioso raduno organizzato dal club Ducati Milano al centro Sarca, dove diamo sfoggio delle nostre abilità equilibristiche, stracciando tutti nella gara di lentezza… Poi in un momento di euforia generale, ci lasciamo coinvolgere e ci mettiamo a sgasare davanti alla gente, dopo che una mandria di Pomponi dopati ha dato spettacolo con rombi di tuono. In confronto facevamo davvero ridere… più che rumore di scarico era ferraglia e plastica che vibravano all’impazzata. ![]() Passa il tempo… Arriva ottobre. E con la fine di ottobre anche il motoraduno del Ghisallo. Peccato che il primo novembre, un bruttissima febbre mi blocchi a letto. Sarà per l’anno prossimo. Ma questo è niente! Perché ci aspetteranno due settimane di lontananza. Eh già, infatti la varicella la fa da padrone, e mi tiene rinchiuso in casa. Alla fine, un bel sabato, mi decido a uscire di casa dopo tanto tempo, e il mio primo pensiero corre a te, che sei ferma in un garage da troppo tempo. (Due settimane, possono diventare un’eternità quando si sta male…) Così vengo da te, che sei lì, appoggiata sul cavalletto in attesa che inserisca la chiave e pigi lo starter. Momento magico. Ma non parti… Ti capisco, sarai un po’ scossa dopo il freddo preso e l’umidità. Niente paura, con un po’ di pazienza inizi a borbottare sorniona, come se appena risvegliata da un sonno eterno. Ti faccio scaldare per bene e poi, via! Di nuovo a solcare le strade. Sono passati solo tre giorni da quel momento, e mi pare sia già passato un anno. Diversamente mi sembra ieri che iniziavamo il nostro viaggio, cominciato da quel paese nel lecchese, e chissà dove ci porterà. Un anno, ci separa da quel momento. Ma l’emozioni sono pressoché le stesse. A ogni avviamento, ad ogni cambio di marcia, ad ogni curva. La nostra amicizia durerà ancora a lungo, almeno un anno o due. Finché non arriverà il momento di salutarci, perché ognuno prenda la propria strada. Tu con un nuovo proprietario (forse…) ed io in sella ad un nuovo destriero, una FuckTotum II. Certo che ne avremo da raccontare. Chi potrebbe mai dire che un’endurina come te ne abbia passate così tante? Ma quel giorno è ancora lontano, e ne abbiamo ancora di strada da percorrere. Oggi ti ho regalato un bel pieno di benzina; la Tamoil che ti piace tanto… Uno degli innumerevoli pieni di benzina che abbiamo fatto e che faremo. Perché 20.000km al primo anno non sono proprio pochi per un 125 come te. Ed ora ne hai quasi 35.000… Ma cosa vuoi che siano? In due anni ne faremo altrettanti. Sempre se il tuo piccolo cuore monocilindrico a quattro tempi, con quella valvola un po’ tintinnante, riuscirà a resistere. Io credo di sì, ma in ogni caso, grazie. ![]() ![]() ![]() E il viaggio continua... November 09 Io ti riconosco...“La bellezza sta negli occhi di chi guarda…” . Di chi guarda con amore, aggiungerei io. Penso che al mondo non esistano solo persone. Sarà banale, e non sarò il primo a dirlo, ma credo che gli angeli esistano anche sulla terra. Questi angeli però, quando sono arrivati sulla terra, devono aver perso la lo identità, perché spesso non si rendono conto di chi sono realmente; di come la gente li ammiri; di come gli innamorati si perdano follemente nei loro pensieri. È strabiliante pensare anche come essi possano riacquistare al coscienza di ciò che sono: infatti, in parecchi casi, sono persone comuni che, vivendo a stretto contatto con “l’angelo”, ne percepiscono l’aura e la magnificenza; e ne sono talmente affascinati da spingersi a conoscerli, a viverli.
Un senso di smarrimento e di tristezza però li attanaglia, quando questi scoprono che l’angelo non sa di essere tale. “Ma come? Una così bella creatura, che rinnega la propria natura?” “Com’è ingiusta la vita” Ed è così, che spinti da una voglia di riscatto, quasi fosse un problema loro, decidono di farsi carico della questione… Così questi non saranno contenti e soddisfatti finché non vedranno il loro amato “angelo” levarsi in cielo e porsi sopra tutti e tutto, e mettersi sotto quella beata luce in modo da potersi riconoscere in quell’essere perfetto che in realtà è.
Questa la dedico ad una persona che, a mio parere, necessiterebbe di qualcuno che le faccia veramente capire quanto vale. Ora non sò se essa è un angelo, e non sò se sono io colui a cui è stato affidato. In ogni caso sono pronto a farmi carico dell’impegno, e a puntare al massimo. Se mi sarà concesso.
Male che vada, potrò dire di averci provato…
“In fondo, siamo tutti angeli smarriti su questa terra. Non ci resta che aiutarci a riconoscerci.” November 08 MultidesignOctober 30 30 Ottobre 2008Oggi, 30 ottobre 2008, è stato un giorno insolito e fuori dal comune. Almeno per me. Diversamente dai miei compagni, che hanno deciso di recarsi in piazza a Milano per manifestare, io sono andato a scuola come fosse un giorno qualsiasi. Anche se sapevo bene che non sarebbe stato un giorno “normale”.
Prima di tutto, ci tengo a dire che la mia decisione di non partecipare allo sciopero, è non stata presa dando fede al mio idealismo politico. Tutt’altro, ho dato ascolto alla mia obbiettività e alla mia coerenza. Non ho nulla da recriminare, e non provo alcun risentimento. Con questo non voglio nemmeno intendere che contesto o disapprovo la scelta fatta da altre centinaia di migliaia di studenti di tutta Italia. Ci mancherebbe altro!
Però, tutto sommato, quella di oggi è stata una giornata costruttiva, sia sotto l’aspetto didattico che personale. Partendo dal fatto che in classe eravamo presenti in due su ventiquattro, anche le lezioni sono state “alternative”. In compagnia della prof.ssa Fronte, oggi abbiamo finalmente letto ed analizzato il tanto contestato disegno di legge N. 1108, meglio conosciuto come “Decreto Gelmini” (ormai già legge…), e finalmente abbiamo avuto chiaro e cristallino del perché c’è gente che protesta da giorni. Anzi, veramente io non ho molto chiaro sul che cosa protestino… o almeno su quale “immaginario” decreto… perché degli articoli trattati, ben poco ha a che fare con le proteste. Boh, misteri italiani. Grazie mass media, grazie “governo ombra”, grazie a tutti quelli che oggi a Milano hanno fatto sc… hopping. In ogni caso, la giornata è continuata bene. Su cinque ore di lezione, la prima è stata occupata dalla lettura, la seconda e la terza sono state di cazzeggio totale (misto a ripassatina di sc. Sociali.) per poi avere una quarta ora interamente dedicata alla matematica! Sì signori, oggi ho imparato a svolgere sia equazioni che disequazioni esponenziali! Essendo in due in classe, in tutta tranquillità, la prof.ssa Consentino si è potuta dedicare a noi, seguendoci e aiutandoci nello svolgere gli esercizi. Che soddisfazione. Se fosse sempre così… è bello sentire il cervellino funzionare come si deve.
Alla fine, la quinta ora ci è stata risparmiata… visto che mancava il professore, ci hanno fatti uscire alle 12.00.
Una scuola composta da una ventina di classi, con quasi quaranta alunni presenti, forse cinque o sei professori e zero bidelli. Che tranquillità. Che pace. Che silenzio. Che figata!
Sentendo i resoconti della giornata di chi invece è andato in piazza, a vivere l’esperienza di prima persona, pare che ci sia stato da divertirsi. Nonostante la pioggia e la “presunta” grandine. Anche le immagini dei telegiornali sono spettacolari. A Milano quasi 200.000 manifestanti. Mica male per essere stata una cosa organizzata autonomamente dai ragazzi e dai professori. Tanto di cappello a chi si è messo in gioco e ha fatto sentire la propria voce. Non ho assolutamente niente da dire in contrario.
Tuttavia… non ho intenzione di giustificare cento volte la mia decisione. Del resto, viviamo in un paese democratico, no? E a maggior ragione, oggi, dopo aver letto interamente ciò che riguarda le decisioni prese dal governo, non trovo un motivo realmente valido per giustificare la mia partecipazione alla protesta. Bene, questo è tutto. Saluti, Davide.
Di seguito il link riguardante la legge Gelmini: buona lettura! ====> Decreto (legge) Gelmini
October 27 If I do...LOST IN SPACE - Lighthouse Family
Sometimes I get tired of this "me first" attitude. You are the one thing that keeps me smiling. That's why I'm always wishing hard for you. Cause your light shines so bright I don't feel no solitude You are my first star at night I'd be lost in space without you And I'd never lose my faith in you How will I ever get to Heaven, if I do... It feels just so fine when we touch the sky, me and you. This is my idea of heaven why can't it always be so good. But it's alright, I know you're out there, doing what you gotta do. You are my soul satellite I'd be lost in space without you. And I'd never lose my faith in you How will I ever get to Heaven, if I do... And I'd never lose my faith in you How will I ever get to Heaven, if I do... October 23 se è vero...Se è vero che ci sei.
Certe volte guardo il mare, October 21 english moment"Is Love a waste of time?
I don't know...
But I don't think so..."
ITALIANO:
"L'Amore è una perdita di tempo?
Non lo sò...
Ma non penso che lo sia..." ..."La bellezza sta negli occhi di chi gurda con amore..." October 16 Il momento è catarticoNutriti dall’Amore.
Quanti amori, e quanti sacrifici. Alla donna amata siamo pronti a donare tutto. Ricordi? All’asilo davi una caramella alla bimba più carina… Alle elementari poi portavi la merenda alla tua “morosina”… Alle scuole medie, magari le offrivi un gelato dopo la scuola. Alle superiori vai più in là: massì, una pizza in compagnia e, chissà se poi, un bacio… Quando sei più grande, e inizi a lavorare, con il tuo primo stipendio decidi di portarla fuori a cena! Poi un bel giorno la sposi, e quando sei a casa con lei vuoi cucinare tu: “Non ti preoccupare cara… Ci penso io, tu riposati…” Che galante. Alla fine, nel peggiore dei casi, divorzierai. Cosicché dovrai pagarle gli “alimenti”.
E tutto questo per amore? Ma quanto cazzo mangiano ‘ste donne?
Davide Aschieri, 14 Ottobre 2008 (Durante l’ora d’inglese.) October 08 Darth VaderOctober 04 PensandotiNon posso più negarlo a me stesso. Non posso continuamente nasconderlo. Non posso reprimere ciò che è dentro di me. Non posso fare finta di nulla. Non posso continuare ancora. Non posso superrare quella soglia. Non posso tornare indietro. Non posso fare finta di niente, come se nulla fosse.
Per me non è cambiato nulla. Resta tutto come prima, o almeno gran parte.
Che sciocco sentimentale. Ed ora tutto mi cade addosso. Proprio ora che le mie spalle sono stanche e non riescono a reggere il peso di tutti i pensieri.
È un periodo, passerà. Poi tornerà tutto come sempre. Non ci penserò più. Non ci rimuginerò più. Ma ci sono dei momenti in cui mi ritorna il pensiero di te, e ho voglia di urlare, imprecare, dire al mondo tutto quello che ho dentro e che son sicuro resterà sempre dentro me.
Mai nessuno capirà. E nessuno mai dovrà sapere. Non voglio essere compatito. Già mi basta la compassione che ho per me stesso. Lacerante.
Con o senza, la vita continua.
September 24 Intervista1. Che ore sono? 16.02
2. Nome? Davide
3. Numero di candeline che avevi sulla tua ultima torta di compleanno? 16, tra qualche giorno 17
4. Data in cui di solito spegni quelle candeline? 28 Settembre
6. Colore degli occhi? Verdi, tendenti all’azzurro.
7. Numero di scarpe? 42
8. Occhiali? Si, da sole però…
9. Piercing? Assolutamente no, non mi piace.
10. Tatuaggi? Magari un giorno, niente di esagerato, ma che sia significativo.
13. Ti sei già innamorato? Sinceramente, si. Ma ora ho smesso…
14. Hai già amato qualcuno al punto di piangere? Si, ben due volte.
15. Quando ti sei innamorato la prima volta? A Febbraio di quest’anno. Vuoi sapere anche il giorno e l’ora? Bene, sabato 16, alle 21.22. Contento?
17. Cosa sognavi di fare da grande? Il politico.
18. Qual era il tuo cartone animato preferito? Topo Gigio.
19. Qual è il regalo che ancora stai aspettando da babbo natale? Emilio, il robot.
21. La tua prima bicicletta? La prima non la ricordo. La seconda si, era rossa…
22. Canzoncina dell'estate? Al motoraduno dello Stelvio: “Lingua in bocca e mano sulla gno**a!!”
24. Ketchup o maionese? Dipende da cosa c’è nel piatto.
25. Onnivoro o vegetariano? Di tutto e di più!!! Tranne i carciofi e gli asparagi…
26. Il piatto che preferisci? Se dicessi polenta con uovo e formaggi misti? Mmmm… polenta…
28. I piatti che cucini meglio? Omette al prosciutto e funghi, pasta con tonno in umido, carne di tutti i tipi, e qualsiasi cosa mi passa per la testa.
31. L'ultima volta al McDonald? Con Ivan e Mick prima della fine della scuola, dopo aver visto lo spettacolo teatrale del prof. Scavo.
35. Gusti sul gelato? Yogurt, mela verde, mandorla, o qualche novità che capita.
36. Numero preferito? 1
37. scaramantico? Dipende dal contesto…
38. La cosa che ti fa più schifo? Ce ne sono tante…
40. Giorno della settimana? Domenica
43. Preferisci dare o ricevere? Dipende da chi mi dona, o a chi devo dare.
45. Pizza preferita? Peperoni, cipolla, salame piccante, salsiccia e olive nere.
48. Disney o Warner Brothers? Dipende dai personaggi. Paperino, Disney. Taz Mania, Warner.
49. La cosa in assoluto che riesci a fare meglio? Andare in moto.
50. Riesci a arrotolare la lingua? Si.
52.l'ultima e-mail che hai ricevuto? Notifica ad un argomento sul forum Ducati Milano.
54. La cosa che ti fa arrabbiare di più? Svegliarmi già nervoso.
58. E da donna? Giulia
September 18 il viaggioUn compito d'inglese trasformato in momento d'introspezione...
Il viaggio
Per me il viaggio significa distogliere la mente dalla vita quotidiana. Un viaggio deve essere un piacere: il piacere della scoperta degli altri e di me stesso. Un viaggio deve essere rilassante e stimolante allo stesso tempo, perchè se non fossimo mossi da uno stimolo non intraprenderemmo nemmeno il viaggio stesso. La mia concezione di viaggio si abbina perfettamente con il mio modo di viaggiare: una strada, una moto, una meta. Anche il mezzo di trasporto infatti non è da trascurare, perchè è parte del viaggio stesso. La meta è quasi obbligatoria per poter intraprendere un viaggio, però non deve essere obbligatoriamente il punto di arrivo. Potrebbe trattarsi anche di un punto di partenza. Il mio modo di viaggiare in moto mi permette di avvicinarmi alla natura, sentendone i profumi, i rumori e i colori. Come se fosse un viaggio spirituale dove a trarne beneficio fossero sia la mente che il corpo, dove la meta raggiunta non è altro che un punto di partenza del mio nuovo essere. Perchè io viaggio? Semplice, perchè mi piace.
September 10 Diario del lunedìLa scuola è iniziata, e con lei riprende anche “IL DIARIO DEL LUNEDI”!!!!
(mercoledì 10/09/2008)
Vorrei esordire in questo primo giorno di scuola con un bel: “VIVA LA F**A!!!!!!” Si, è vero, la scuola è iniziata… Ma almeno una soddisfazione c’è: qui pullula di gnocca!!!! Dopo un’estate a far bollire gli ormoni sotto il sole ammirando le (poche) ragazze in montagna, finalmente qui a scuola si può avere un contatto più ravvicinato. Ma torniamo alle cose serie. Ora sono in classe. Sono le 10.45. Fino a ieri a quest’ora ero ancora a letto… Sono seduto in un banco in fondo alla classe, fila di sinistra, spostato verso il centro. Praticamente sotto gli occhi del prof… Alla cattedra ora c’è lo Scavo, e ha anche meno voglia di noi di iniziare l’anno. Difficile dimenticare le dolci ore di ozio assoluto e la rilassante melodia del mare su bagnasciuga. Tra dieci minuti c sarà il primo intervallo dell’anno. Ma a differenza di quelli che verranno, questo non è granché atteso. Subito dopo ci aspetta un’ora d’inglese e poi un’ora di filosofia. Quest’anno abbiamo un nuovo professore o professoressa, Chissà come sarà… Sarà un anno lungo e difficile? Chi può dirlo… Quello che spero e desidero più di qualunque altra cosa, ora come ora, è di poter chiudere gli occhi per un secondo, e come per magia quando li riaprirò, sarà già l’ultimo giorno di scuola… … … … …
Zzzzz… Zzzzz… Zzzzz…
Ora apro gli occhi… Cazzo!! Una nota sul registro no!! Mi sono addormentato… Bel modo di iniziare l’anno!! August 29 Lutto...RAGAZZI, SONO IN LUTTO... LA MIA FAMIGLIA HA AVUTO UNA GRAVE MANCANZA... PER MOTIVI A ME CONOSCIUTI, MIO PADRE HA DOVUTO VENDERE IL SUO MITICO DUCATI MULTISTRADA 1000DS... A CUI IO ERO AFFEZIONATISSIMO PERCHE' FIDUCIOSO CHE UN GIORNO SAREBBE DIVENTATO MIO. LA PASSIONE A VOLTE TI PORTA A CONSIDERARE LA TUA MOTO COME UNA TUA AMICA, O UNA PARENTE... NON E' NULLA DI COMICO, ANZI, C'E' POCO DA RIDERE... GRAZIE MULTI PER ESSERCI STATA, E PER AVERCI FATTO PROVARE EMOZIONI FORTISSIME, CON IL TUO "CUORE" (MOTORE) RICCO DI FORZA CAPACE DI ACCOMPAGNARTI PER MANO TANTO QUANTO DI DARTI UN CALCIO NEL SEDERE AD OGNI MANATA DI GAS DECISA. GRAZIE DI CUORE, PERCHE' NONOSTANTE TUTTO, IO TI SENTIVO UN PO' ANCHE MIA. ARRIVEDERCI... La sua volta in pista a Monza... Il suo primo giorno... Alla notte bianca di sesto s. giovanni... L'ultimo motogiro per le valli bergamasche... Andando verso il motoraduno internazionale di livigno... ![]() August 20 Adrenalina e Moto: la coppia che scoppia!Adrenalina e Moto: la coppia che scoppia!
L’adrenalina è un ormone prodotto dalla ghiandola surrenale. Oltre ad avere la funzione di vasodilatatore delle arterie muscolari e coronariche, va a stimolare il muscolo cardiaco producendo un notevole aumento dei suoi battiti. Questo comporta un aumento dell’afflusso sanguigno in tutto il corpo, e in special modo nel cervello dove il maggior apporto di ossigeno e di glucosio lo porta a lavorare con maggiore velocità ed efficacia.Avremo quindi una risposta cerebrale più rapida coadiuvata da un’altrettanta rapida risposta muscolare.Questo ormone viene prodotto dal nostro corpo in particolari condizioni: paura, stress, pericolo, e nel caso motociclistico in particolare, dall’emozione e dall’agonismo. Quando andiamo in moto e cominciamo a forzare il ritmo, vuoi perché abbiamo deciso di andare forte vuoi perché qualcuno ci è venuto a stuzzicare… ci accorgiamo che i nostri riflessi, il nostro senso dell’equilibrio, la voglia di osare si accentuano notevolmente, mentre la prudenza, la coscienza e la maturità si affievoliscono. Ne consegue una guida arrembante, veloce e reattiva dove noi stessi stentiamo quasi a riconoscerci, ma che riusciamo a sviluppare quasi con naturalezza. E’ l’adrenalina che è entrata in circolo e che la nostra ghiandola surrenale continua a pompare poiché noi ci sentiamo sempre più forti e più sicuri e come tale continuiamo ad insistere e ad osare ancor di più. Ma ogni motociclista ha il suo limite, oltre il quale non può andare, vuoi per il tipo di moto che si conduce, vuoi per la bravura e la tecnica di guida che si possiede. L’adrenalina può farti sentire più sicuro, può stimolare al massimo i tuoi sensi, farti sentire un pilota da gran premio, ma non può insegnarti ad andare in moto oltre quei limiti a cui sei abituato andare. Facile quindi immaginare cosa può accadere in determinate situazioni ed è facile prevedere cosa potrebbe accadere ad un pischello neo possessore di una ipersportiva da 140 cavalli. Se l’adrenalina da un lato può anche aiutarti in determinate situazioni dove occorrono rapide risposte cerebrali e muscolari, dall’altro può danneggiare in quanto contribuisce a falsare la reale percezione del rischio e dei tuoi effettivi limiti. Ecco allora che occorre imparare a controllarla, o meglio, a saperla gestire. Quando ci accorgiamo che stiamo guidando in una maniera per noi inusuale dobbiamo avere la forza di volontà di rallentare ed attendere che l’effetto dell’adrenalina cessi (bastano pochi minuti). Se stiamo duellando all’ultimo sangue con qualche motociclista lasciamolo andare per la sua strada, mentre se ci siamo gasati da soli fermiamoci al primo distributore di benzina o al primo bar e fumiamoci una sigaretta (ottima per metabolizzare rapidamente l’ormone) o beviamoci sopra un buon succo di frutta. Una volta smaltito l’effetto dell’ormone ci sentiremo più calmi e rilassati e vedrete che andare in moto ci sembrerà ancora più bello e appagante.
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