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November 26 incidenti mortaliIncredibile ma vero: l'Italia si distingue positivamente nella media UE e nel 2007 ha fatto segnare un -9,5% dei morti su strada, contro un aumento comunitario del 10%! Attenzione però, c'è una parziale spiegazione. Intanto i Paesi recentemente ammessi a far parte dell'Unione spesso hanno numeri molto negativi. E poi gli altri Paesi comunitari che hanno ridotto prima di noi la loro mortalità, oggi sono in una fase di rallentamento, o assestamento. Insomma, a conti fatti l'Italia con il suo 27,3% di riduzione della mortalità dal 2000 a oggi, è al decimo posto nella classifica dei virtuosi, letteralmente surclassata dal Portogallo, già a quota -48,1%! I dati sono stati diffusi da ACI e ISTAT in occasione del Salone Internazionale della Sicurezza Stradale, in corso a Verona. I numeri La diminuzione dei morti (5.131 in totale), come detto, è del 9,5%, mentre quella dei feriti (325.850) è stata solo del 2%. E del 3% si sono ridotti gli incidenti (230.871). Ogni giorno sulle nostre strade si verificano 633 incidenti, con 14 morti e 893 feriti. La classifica europea della riduzione della mortalità stradale dal 2000 a oggi vede il Portogallo in testa con -48,1%, seguito da Lussemburgo (-43,4%), Francia (-42,8%), Olanda (-34,5%), Germania e Lettonia (-34%), Spagna (-33,8%), Austria (-29,2%) e Belgio (-27,4%). L'Italia è al decimo posto con il suo -27,3%. Dove si muore e perché Prevalentemente nelle aree urbane, che sono teatro del 76,6% dei sinistri, con il 44,2% dei feriti e il 73,3% dei morti! Dunque smettiamo di puntare il dito solo contro gli smanettoni della domenica. Anche loro sono un grave problema (anche per l'immagine dei motociclisti!), ma sono una minoranza rispetto al totale dei morti. E cominciamo invece a preoccuparci dei padri di famiglia che muoiono in città tutti i giorni. Circa le cause d'incidente, nel 45,05% le motivazioni rientrano fra mancato rispetto dell'obbligo di dare la precedenza, guida distratta ed eccesso di velocità. Bassissima la percentuale dei sinistri correlati all'uso di alcool o droghe (3,08%), ma qui la spiegazione l'ha data lo stesso presidente dell'ACI, dicendo che quasi mai si fanno i test sui guidatori dopo gli incidenti. Dunque questo dato non è basso; piuttosto è "mancante". I costi dell'incidentalità Gli oltre 230.000 incidenti annui costano allo Stato italiano, dunque a noi, 30,4 miliardi di euro. Il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Un'enormità, tanto che la riduzione di incidenti e morti del 2007 ci hanno fatto risparmiare più o meno 3 miliardi di euro. Il dato potrà essere macabro, ma è interessante notare che in media, calcolata la perdita di produttività, i costi umani, i costi sanitari e i danni materiali, un morto costa allo Stato 1.372.832 euro. Per un ferito si parla invece di 26.316 euro. November 17 Un anno insiemeGiusto un piccolo momento di sentimentalismo, per chi come me, la moto la vive e la sente dentro. Anche se non è una bolognese... __________________ È già passato un anno. Sembra ieri, quando venni a Segrate con mio padre per vederti dal vivo. Su quel sito internet, la tua foto non rendeva bene l’idea. Ma quei 1.200€ erano già un buon motivo per acquistarti. E tu eri lì, dietro a quella vetrina. Un po’ impolverata e arrugginita. Però, non eri affatto male… Molto meglio di come immaginavo. Un paio di firme, ed eri mia. Era il 22 ottobre 2007. ![]() Ti affidai alle cure di mio papà. Le sue mani esperte ti avrebbero rimesso in sesto, e ti avrebbero ridonato quel bel aspetto che sicuramente avevi il primo giorno uscita dal concessionario. Con qualche visita iniziai a conoscerti, ma non a capirti del tutto. Del resto col foglio rosa, potevo fare ben poco. Poi arrivò quel giorno. Il 17 novembre del 2007. Era un sabato, e faceva un freddo boia. Alle 10.00 di mattina sostenevo l’esame pratico per la patente A1. Superato senza problemi. Alle 11.00 infatti ero già da te, a Robbiate, aspettando le 16.00 perché si attivasse l’assicurazione. Ore 16.15 salgo in sella, sapendo che quel momento segnava una svolta fondamentale della mia vita: ora ero un motociclista. ![]() Saluto mio papà, e dopo l’ennesima raccomandazione ingrano la prima. Purtroppo non ho ancora molta confidenza con la frizione da fermo, e incespico un po’. Chissà che figura se ti fossi spenta! Iniziamo proprio bene!! E invece via, un po’ nervoso e attento ad ogni minima cosa, ma orgoglioso e fiero di esserci riuscito. Finalmente guido una moto, mia. La prima settimana passa velocemente; anche troppo, perché il lunedì seguente siamo già vittime del mio primo, vero, incidente. Quella fredda mattina del 26 di novembre, in quella rotonda a fianco del cimitero, ci stendevamo violentemente sull’asfalto scivoloso e duro come non mai. Il mio ginocchio dolorante neanche lo sentivo dalla quantità di adrenalina che mi circolava in corpo. Mentre tu avevi il paramano sinistro a penzoloni, con la leva della frizione spezzata e la freccia anteriore sinistra in frantumi. Ma non mi scoraggiai: non potevo lasciarti in mezzo alla strada così, quindi decisi di portarti a spinta fino a scuola… due chilometri di agonia. Che portarono le condizioni del mio ginocchio ad uno stato tale, che mi fa male ancora adesso se ci ripenso. Entrambe però, ci rimettemmo in fretta. Oddio, quasi un mese. Però alla prima occasione ci ritrovammo per ritornare a vagare per le strade. Avevamo imparato la lezione. Infatti qualcosa era cambiato: un senso di maggiore responsabilità ci pervadeva. Non sarebbe più dovuto accadere un fatto del genere. Iniziarono a passare i giorni; le settimane e i mesi. E con loro anche i chilometri iniziavano a scorrere sempre di più sotto le ruote. ![]() E arrivò anche la primavera. I giretti iniziarono ad essere più impegnativi e divertenti… l’asfalto iniziava ad essere caldo, come anche le gomme. Così si iniziava a scoprire nuovi confini, tra una curva e l’altra. Arrivò anche l’Honda Day all’autodromo di Monza, ma quel giorno è da dimenticare. Infatti una seconda caduta, meno grave della prima, ci ha messi fuorigioco per un po’. Lepre maledetta… Finita la scuola; il ché voleva dire più tempo per noi. Il motoraduno dei longobardi, con la tua prima volta in pista. La notte bianca a Sesto S. Giovanni, a sgasare fino al fuorigiri… Il 9° mototour notturno dell’alta Lombardia, sotto un acquazzone che non finiva più. E poi i fantastici giri per i monti della bergamasca con il club Ducati Milano. Quanto ci siamo divertiti… Nonostante le differenze notevoli di cilindrata e potenza, siamo riusciti a inserirci in quel gruppo di spericolati, e ricavarci un posticino. ![]() Poi, agli sgoccioli delle vacanze, un ultimo motoraduno, alla Roncola in compagnia di tanti bikers di ogni genere. E lì, il primo problema serio. Quel maledetto bullone che si stacca e che a momenti mi incastra il piede con il perno fuori dal telaio. Non stavi perdendo il motore, per fortuna, ma non era una cosa bellissima… E con un po’ di fil di ferro e qualche fascetta di plastica, tutto e filato liscio. In attesa di una sistematina definitiva. Inizia la scuola, e i giorni sembrano non trascorrere mai. Però arriva il 28 settembre! Il nostro compleanno. Io il 28 settembre del 1991 nascevo, e tu nello stesso giorno, ma dell’anno 2000, venivi immatricolata. E quale modo migliore per festeggiare se non con un bel giro in compagnia degli amici del Brianza SP. Che gruppo di scalmanati… tutti due tempi e senza una marmitta originale. Per fortuna siamo arrivati a casa sani e salvi. E senza aver respirato troppo olio bruciato… L’autunno è alle porte, il ché non ci impedisce di partecipare al grandioso raduno organizzato dal club Ducati Milano al centro Sarca, dove diamo sfoggio delle nostre abilità equilibristiche, stracciando tutti nella gara di lentezza… Poi in un momento di euforia generale, ci lasciamo coinvolgere e ci mettiamo a sgasare davanti alla gente, dopo che una mandria di Pomponi dopati ha dato spettacolo con rombi di tuono. In confronto facevamo davvero ridere… più che rumore di scarico era ferraglia e plastica che vibravano all’impazzata. ![]() Passa il tempo… Arriva ottobre. E con la fine di ottobre anche il motoraduno del Ghisallo. Peccato che il primo novembre, un bruttissima febbre mi blocchi a letto. Sarà per l’anno prossimo. Ma questo è niente! Perché ci aspetteranno due settimane di lontananza. Eh già, infatti la varicella la fa da padrone, e mi tiene rinchiuso in casa. Alla fine, un bel sabato, mi decido a uscire di casa dopo tanto tempo, e il mio primo pensiero corre a te, che sei ferma in un garage da troppo tempo. (Due settimane, possono diventare un’eternità quando si sta male…) Così vengo da te, che sei lì, appoggiata sul cavalletto in attesa che inserisca la chiave e pigi lo starter. Momento magico. Ma non parti… Ti capisco, sarai un po’ scossa dopo il freddo preso e l’umidità. Niente paura, con un po’ di pazienza inizi a borbottare sorniona, come se appena risvegliata da un sonno eterno. Ti faccio scaldare per bene e poi, via! Di nuovo a solcare le strade. Sono passati solo tre giorni da quel momento, e mi pare sia già passato un anno. Diversamente mi sembra ieri che iniziavamo il nostro viaggio, cominciato da quel paese nel lecchese, e chissà dove ci porterà. Un anno, ci separa da quel momento. Ma l’emozioni sono pressoché le stesse. A ogni avviamento, ad ogni cambio di marcia, ad ogni curva. La nostra amicizia durerà ancora a lungo, almeno un anno o due. Finché non arriverà il momento di salutarci, perché ognuno prenda la propria strada. Tu con un nuovo proprietario (forse…) ed io in sella ad un nuovo destriero, una FuckTotum II. Certo che ne avremo da raccontare. Chi potrebbe mai dire che un’endurina come te ne abbia passate così tante? Ma quel giorno è ancora lontano, e ne abbiamo ancora di strada da percorrere. Oggi ti ho regalato un bel pieno di benzina; la Tamoil che ti piace tanto… Uno degli innumerevoli pieni di benzina che abbiamo fatto e che faremo. Perché 20.000km al primo anno non sono proprio pochi per un 125 come te. Ed ora ne hai quasi 35.000… Ma cosa vuoi che siano? In due anni ne faremo altrettanti. Sempre se il tuo piccolo cuore monocilindrico a quattro tempi, con quella valvola un po’ tintinnante, riuscirà a resistere. Io credo di sì, ma in ogni caso, grazie. ![]() ![]() ![]() E il viaggio continua... August 20 Adrenalina e Moto: la coppia che scoppia!Adrenalina e Moto: la coppia che scoppia!
L’adrenalina è un ormone prodotto dalla ghiandola surrenale. Oltre ad avere la funzione di vasodilatatore delle arterie muscolari e coronariche, va a stimolare il muscolo cardiaco producendo un notevole aumento dei suoi battiti. Questo comporta un aumento dell’afflusso sanguigno in tutto il corpo, e in special modo nel cervello dove il maggior apporto di ossigeno e di glucosio lo porta a lavorare con maggiore velocità ed efficacia.Avremo quindi una risposta cerebrale più rapida coadiuvata da un’altrettanta rapida risposta muscolare.Questo ormone viene prodotto dal nostro corpo in particolari condizioni: paura, stress, pericolo, e nel caso motociclistico in particolare, dall’emozione e dall’agonismo. Quando andiamo in moto e cominciamo a forzare il ritmo, vuoi perché abbiamo deciso di andare forte vuoi perché qualcuno ci è venuto a stuzzicare… ci accorgiamo che i nostri riflessi, il nostro senso dell’equilibrio, la voglia di osare si accentuano notevolmente, mentre la prudenza, la coscienza e la maturità si affievoliscono. Ne consegue una guida arrembante, veloce e reattiva dove noi stessi stentiamo quasi a riconoscerci, ma che riusciamo a sviluppare quasi con naturalezza. E’ l’adrenalina che è entrata in circolo e che la nostra ghiandola surrenale continua a pompare poiché noi ci sentiamo sempre più forti e più sicuri e come tale continuiamo ad insistere e ad osare ancor di più. Ma ogni motociclista ha il suo limite, oltre il quale non può andare, vuoi per il tipo di moto che si conduce, vuoi per la bravura e la tecnica di guida che si possiede. L’adrenalina può farti sentire più sicuro, può stimolare al massimo i tuoi sensi, farti sentire un pilota da gran premio, ma non può insegnarti ad andare in moto oltre quei limiti a cui sei abituato andare. Facile quindi immaginare cosa può accadere in determinate situazioni ed è facile prevedere cosa potrebbe accadere ad un pischello neo possessore di una ipersportiva da 140 cavalli. Se l’adrenalina da un lato può anche aiutarti in determinate situazioni dove occorrono rapide risposte cerebrali e muscolari, dall’altro può danneggiare in quanto contribuisce a falsare la reale percezione del rischio e dei tuoi effettivi limiti. Ecco allora che occorre imparare a controllarla, o meglio, a saperla gestire. Quando ci accorgiamo che stiamo guidando in una maniera per noi inusuale dobbiamo avere la forza di volontà di rallentare ed attendere che l’effetto dell’adrenalina cessi (bastano pochi minuti). Se stiamo duellando all’ultimo sangue con qualche motociclista lasciamolo andare per la sua strada, mentre se ci siamo gasati da soli fermiamoci al primo distributore di benzina o al primo bar e fumiamoci una sigaretta (ottima per metabolizzare rapidamente l’ormone) o beviamoci sopra un buon succo di frutta. Una volta smaltito l’effetto dell’ormone ci sentiremo più calmi e rilassati e vedrete che andare in moto ci sembrerà ancora più bello e appagante.
August 03 La mia prima volta...La mia prima volta sul Multi 1000.
Oggi pareva una giornata come le altre: tranquilla, con la “piscinata” mattutina e la pennichella pomeridiana. Invece, al posto della classica pennichella, si è sostituita una scappatina all’autodromo di Monza, dove sapevo che c’era mio padre e il giordano a girare con l’R6. Arrivo bello tranquillo che tutti sono lì indaffarati a preparare le moto per l’ennesima sessione di giri. Così mi infiltro nell’allegra brigata e mi spaparanzo su una poltroncina, in attesa di trasferirmi sulle tribune per vedere passare il Giordano, il Gigio e lo Stefano. Entrano in pista e vado a vederli: prima mi piazzo alla prima variante dopo il rettilineo, dove arrivano giù a velocità sui 270km/h, per passare a una velocità che rasenta quella massima di un 50intino “in regola”. Poi mi trasferisco alla seconda di Lesmo, un’altra bella curva dove si possono vedere i piloti in piega a distanza di pochissimi metri. Infine uno sguardo veloce dalla tribuna della variante Ascari, il mito del circuito di Monza, dopo la fantastica Parabolica. Torno nel paddock che sono quasi le cinque meno un quarto e già quasi tutti si sono sistemati per assistere alla Superpole della Superbike in diretta da Brands Hatch. Prendo posizione anche io su una poltroncina quando mio papà con modo tranquillo mi si para davanti e mi fa la fatidica domanda: “Vuoi farti un giro con il Multistrada?” Panico assoluto. Dentro di me sentivo la scimmia che iniziava a scaldarsi e ripeteva: “si si si si si si!!!!!” Però al momento feci un po’ il modesto: “No dai, adesso non mi pare il caso…”. A dire il vero morivo dalla voglia di salire in sella, però in giro c’era troppo traffico: pit-bikes a manetta ovunque, bambini in bicicletta, moto in rientro dal turno in pista o chi invece in pista ci stava entrando. Insomma, andare in giro per la prima volta sul Multi in mezzo a tutto quel casino non mi pareva proprio il caso. Se ci fosse stato l’imprevisto? Magari una frenata improvvisa? Chi lo sa se sarei riuscito a tenere in piedi quasi 200kg di moto… “Ma dai, tanto la moto la sai già guidare, questa è solo un po’ più pesante…” “Si si, lo so, è solo che adesso…” Inizia la Superbike, e nella mia mente si profila l’idea che l’occasione non si sarebbe più presentata. Mannaggia a me! La Superpole sembra non terminare mai, “Wet Pole” dicono i giudici, visto che in Inghilterra sta diluviando… così che la pole si svolge come nella MotoGP, cioè dentro tutti quando voglio, e non uno alla volta com’è classico della Superbike. Mancano due minuti alla fine, Troy Bayliss in sella alla Ducati 1098 piazza un tempone esagerato e si prenota per la prima posizione alla griglia di partenza. Ormai è tutto finito. Anche le moto in pista girano con meno frequenza. Beh, ormai sono le sei e un quarto, e anche il paddock inizia a svuotarsi. Anche la nostra postazione/gazebo inizia ad animarsi visto che un furgone del team deve andare via e mio papà e il Gigio devono preparare le cose per la notte. Così cerco di rendermi utile smontando le termocoperte dalle due Yamaha e gironzolo qua e là con in mente solo una cosa: quand’è che mi chiederà di nuovo di guidare il Multi?? E infatti come se mi avesse letto nel pensiero mi papà mi porge di nuovo la domanda, e io questa volta non posso che accettare… Raccomandazioni: “Guarda che devi dare un po’ di gas quando levi la frizione, perché altrimenti ti si spegne, occhi a non sterzare troppo perché il baricentro è alto e rischi che ti si chiuda lo sterzo… vai tranquillo che tanto qui nessuno dice niente.” Salgo in sella e non posso fare a meno di notare la “leggerezza” di una moto che a secco pesa ben 190kg… nonostante la mole, è molto rassicurante per via del manubrione largo e alla giusta distanza e la sella che pur essendo alta è ben scavata e permette di poggiare i piedi a terra con sicurezza. Bene bene, il momento fatidico: la chiave gira, si preme lo starter e il motore si avvia. Non ci posso quasi credere che la sto accendendo io! Il motore borbotta sornione, sembra quasi dire: “Ma chi sei? Cosa vuoi fare tu? Che guidi una moto da poco più di mezzo anno? Dove vuoi andare? E con me soprattutto…” Tiro la (morbida) frizione che fa cambiare decisamente tono al bicilindrico: lo sferragliamento della frizione a secco viene neutralizzato e la prima viene inserita. Emozione!!! Mollo la leva, do un filino di gas e la Multi si muove come per magia, e la sto portando io!! Mio papà mi esorta a fare qualche giretto, però io sono ancora un po’ titubante, così mi limito a fare una visitina al Mattia che si trova non lontano nel paddock, al servizio del sciùr Cervone Racing. Evvai! Son troppo contento. Faccio per tornare indietro e provo a inserire anche la seconda, visto che la moto sembra lasciarsi fare senza lamentarsi. Curva, frizione in mano, frenatina, sgasata da fermo e sono già di nuovo al gazebo. “Sei già qui? Ma no, vai un po’ in giro, un po’ giù di là verso le tribune, ma di lì…” “No va bene, basta così… tanto…” “Ma va là! Almeno qui che possiamo farlo! Se no in altri posti non si può, almeno qui non dicono nulla…” “Va bene, allora io vado?!” Sono quasi sconcertato dalla fiducia che mi rifila mio papà… non pensa che possa succedere qualcosa? Boh, meglio così, oggi che è in vena meglio approfittarne… Allora su di nuovo in sella, con bermuda canottiera e occhiali, in puro stile “paddockiano”. Esco dal cancellone in direzione delle tribune, e mi trovo davanti un bel rettilineo. Dai, proviamo un po’ di accelerazione… Whroooooam, whroooooam, whroooooam!! Prima, seconda e terza van dentro come niente, e il motore 1000 Desmodromico spinge fortissimo da subito. Naturalmente non ho tirato la manetta!!!! Mica son scemo! Praticamente son rimasto terrorizzato! E il contagiri segnava appena 3-4.000giri/min!!! Figuriamoci che un motore del genere da il meglio di se a regimi che vanno dai 5.000 in poi (o almeno così mi pare…) ed io essendo abituato con un 125 (spompato) mi pareva di decollare!! La frizione si lascia con cautela, e il gas alle marce basse si dosa con attenzione, visto che questa è una moto propensa a puntare la ruota al cielo con penne da stunt. Ma è meglio evitare. Vai di qui, gira di la, apri il gas, chiudi il gas… anche ad un’andatura da 50ntino ci si diverte su sta moto!! Mi fermo un attimo per contemplare quell’attimo che sto vivendo. È una favola! Giuro che se dovessi svegliarmi mi metterei a gridare come un matto: “Non è giusto!!!!!” E invece no, sono lì, in sella al top delle mie preferenze motociclistiche: una vera Ducati Multistrada 1000 DS. Riparto per tornare al paddock, dove son sicuro che mio papà non sarà abbastanza indaffarato per non rimanere in pensiero. Ma penserà più alla mia incolumità o al suo Multi??? Ahahahah… che domanda scema. Massì, son talmente euforico che non ho nemmeno più il senso dell’orientamento: dovrei svoltare a destra però… ormai sono andato dritto. Faccio manovra. “Cazzo se pesa da ferma! E che male ai maroni a spingere sul serbatoio…” Occhio a non chiudere lo sterzo… via liscio come l’olio. Il motore gestibilissimo aiuta anche in questo. Sorpasso fiero e spavaldo una famigliola in bicicletta, di ui ho attirato l’attenzione sgasando con il “Pompone”, poi arrivo ad una curva invitante… l’asfalto è bello e non c’è nessuno che arriva nell’altro senso. Massì, proviamoci… arrivo in curva senza frenare e senza troppi complimenti (ma con le dovute maniere) apro il gas ancora leggermente piegato e… “Dove cazzo vai!?!?!?!?!?!?!” Porca boia! Ero in terza e il motore ha iniziato a spingere come un trattore facendo sentire leggero come non mai. In un attimo ero arrivato ad una velocità che con la mia moto raggiungo solo in 5° marcia piena e dopo un po’ di rettilineo, qui invece in una frazione di secondo mi son sentito decollare! Tutto sotto controllo però. Il Multistrada si lascia condurre come se lo stessi guidando da sempre. E in tanto mi si stampa sul volto un sorriso da orecchio a orecchio. Provo ancora un’accelerazione, e ne rimango ancora un po’ terrorizzato, però con la consapevolezza di fare ciò che stavo facendo perché volevo sentirla tutta, quella scarica lungo la schiena. Beh, per me è così. È la prima volta che guido un 1000, e pur non avendo termini di paragone mi pare una cosa sensazionale. Arrivo nel paddock che mio papà era intento a sgomberare la zona, sembrava quasi non badasse a me che stavo molestando il suo cavallo Desmodromico, così mi fermo metto in folle e nel lasciare la frizione ho un po’ quella sensazione che la moto scappi via da un momento all’altro. Invece incomincia il suo canto sferragliante, segno che il cambio è a posto. Smonto dalla sella e sfilo le chiavi. Faccio per andare in direzione del gruppo e quasi non mi reggo in piedi. Le gambe sono molli e tremolanti. Dall’emozione naturalmente… Consegno le chiavi e non posso fare a meno di commentare l’esperienza grandiosa, concludendo dicendo che non vedo l’ora di mettere le mani su un Multi 620, quello che spero sarà il mio compagno di avventura per i prossimi anni. “Prendevo 10 a scuola per comprare il Multistrada, brem brembrem brem, brem brembrem brem…” È questo il motivetto che canticchio mentre sono in attesa di salutare tutti e tornare a casa. Ed eccomi di nuovo in sella alla mia cara 125, che non sarà un mostro di potenza e velocità stratosferiche, ma almeno è MIA! Si parte… però una cosa mi manca subito: “l’accelerazione strappabraccia dov’è???????”
June 02 Casco nuovo!Evvai!!! Stagione nuova, casco nuovo!!!
Airoh S4 Color Matt Black, in perfetto stile enduro-touring che s'intona benissimo alla mia Transcity e al mio stile motociclistico. Si tratta sicuramente di un casco molto particolare e abbastanza "fuori" dal comune, visto il suo design offroad ma con la comodità della visiera di un integrale. Il suo colore nero opaco lo rende allo stesso tempo aggressivo ed elegante senza essere troppo appariscente.
Ma non è un casco solo design e stile, anzi, punta molto sul confot e sulla sicurezza. Infatti abbiamo una calotta in resina termoplastica con il materiale interno in polistirolo espanso per attutire anche i colpi più duri. La chiusura è affidata ad un cinturino a sgancio rapido con tanto di imbottitura sottogola per non lasciare segni sul collo. Gli interni sono in tessuto traspirante Coolmax con diversa densità per un miglior confort e la possibilità di estrarre il tutto e lavarlo comodamente a mano. Il sistema di aerazione è affidato a molteplici prese d'aria sulla mentoniera e sulla calotta, mentre ai lati della mentoniera e sulla parte posteriore del casco ci sono dei fori per l'estrazione dell'aria calda. Così da ottimizzare la circolazione e creare un clima interno più confortevole.
Il frontino è regolabile così come la visiera che è dotata di un solo scatto intermedio in modo da essere poi facilmente regolabile nella posizione desiderata. La visiera, data la particolare forma bombata, offre una visuale chiara e molto ampia, tutto al servizio della sicurezza durante la guida: infatti la visione periferica (quella di lato, per intenderci) non è intralciata in alcun modo e gode di parecchio spazio a disposizione. La calzata è naturale e molto comoda. Tutto è al suo posto, come anche le zone di pressione sono precise e ben posizionate. In ogni caso non si tratta di un casco da "alte" velocità data la particolare conformazione che non è del tutto aerodinamica… Già ad un’andatura sostenuta (80Km/h) si sente un po’ di turbolenza proveniente dalla presa d’aria sul mento. Per fortuna il frontino non fa da vela, altrimenti il collo ne risentirebbe ulteriormente. Ma l’S4 non si limita solo ad essere un casco, nel vero senso della parola, infatti è possibile “trasformarlo” in altre due tipologie: togliendo la visiera e indossando un paio di classici occhialoni diventa un comodo casco da enduro, mentre togliendo il frontino e applicando le apposite placche per la copertura dei fori, eccolo trasformato in un cattivissimo casco stradale da streetfighter.
Quindi nel complesso è un bel casco con alcuni particolari “ricchi” e un design molto originale che di certo non passerà inosservato, il tutto offerto ad un prezzo molto concorrenziale, 160€. Visto anche che i diretti concorrenti sono pochi: Arai Tour-X più o meno 599€, Bmw Enduro 415€, Marushin X-Moto 211€, e tutti offerti a prezzi nettamente superiori…
L’utilizzo di questo casco sarà principalmente estivo e nelle mezze stagioni, o semplicemente quando il clima sarà un po’ mite, vista l’impossibilità di chiudere le prese d’aria (il ché vuol dire che d’inverno l’aria fredda potrebbe congelarmi i pochi neuroni che mi sono rimasti…)
Ora non resta che vedere come si comporterà con l’uso intenso (praticamente giornaliero) e speriamo che sia il più longevo possibile, e che non faccia la fine del mio Nolan N61 Stoner Replica che avendo sbagliato la taglia al momento dell’acquisto (una M che al momento era perfetta ma che poi con il passare del tempo si è slabbrata diventandomi troppo abbondante a scapito della sicurezza…).
Un paio di foto...
May 23 Autografo SimoncelliApril 20 Caduto, di nuovo...IO SONO PER LA CACCIA!!! Le lepri mi piaciono solamente in pentola o arrosto!! Non fraintendetemi ma oggi in occasione dell'Honda Festival non ho avuto un'esperienza bellissima... Mi trovavo in mezzo ad un casino di cbr, transalp, cbf ecc... ero da solo e mi stavo un pò rompendo le balle. Ovunque andavo mi sentivo dire sempre la stessa cosa: "Mi dispiace ma sei minorenne..." Questa era la musica ogni qualvolta chiedevo un'informazione per una prova su strada (125), una guida, anche il corso di guida sicura ecc... Amen. Dopo aver rigirato il paddock per due volte sono andato alla tribuna Roggia per vedere un pò di smanettoni all'opera. Da lì poi mi sono spostato al Curvone... Erano appena le 10.30 quando mi stavo dicendo: "Ma che due balle... quasi quasi vado che oggi pomeriggio mi faccio un girettino". Mi fossi ascoltato!!!! Niente, rimango lì e decido di spostarmi all'ingresso dell'Ascari. Dopo un pò decido di cambiare postazione e mettermi nella tribuna in mezzo, prima di quella all'uscita. Vado così a vedere se il sentierino è "praticabile" e vedendo due Transalpisti che passano decido di seguirli... l'avessi mai fatto... Prendo la moto e via. Passo una cunetta, faccio per schivare una pozzangherina e... sorpresa!!! Una palla di pelo di me**a mi salta fuori all'improvviso e io da buon ex-animalista tento di evitarla. Povera lepre!!! Ma chissenefrega della lepre!! caz**, non me ne accorgo nemmeno che la mia ruota posteriore finisce nel pantano e con un sonoro "vaff******!!!" finisco per terra... Ed ero pure in piedi porca pu**ana... ho fatto una bella caduta, ma per fortuna cadere sull'erba è meglio che sul cemento. Tirata su la moto e constatato che tutto era ok provo a riaccenderla. Il motore NX è veramente tosto: romba tranquillo. Un pò di fango qua e là, tutta la parte destra è decorosamente "infracicata": giubbotto, guanto, stivaletto e casco sono metà marroncini. Che mi fa subito tornare con i piedi a terra è un piccolo dolore alla caviglia destra (che sento anche ora come fastidioso torpore...). Poteva andare peggio. Torniamo in sella?? Subito! Ma qualcosa non torna: il manubrio si è stortato!!! Cioè, non proprio il manubrio, non lo so che caz** c'è, sta di fatto che ora per avere la ruota diritta devo tenere la manopola sinistra più avanzata. Tenendo infatti li manubrio "diritto" la ruota tende a sinistra... Bestemmiando in 15.000 lingue torno a casa piano piano, rinunciando così a una giornata di "divertimento" firmata Honda... E meno male che non ho pagato il biglietto d'ingresso in autodromo!!! Altrimenti l'incazzarura era pure doppia. E alla fine... Papà?? Ci sei? Non è che potresti passare a tirar su la poveraccia che le gambe storte?? Che palle... April 13 Lorenzo il magnifico13 Aprile 2008, Estoril Portogallo:
JORGE LORENZO PRIMO!!!!!!!!!!
L'Hispanico colpisce ancora! Dopo la terza pole consecutiva, oggi è arrivata la sua prima vittoria in MotoGp e anche la prima vittoria su questo circuito.
è stato davanti a tutti, Rossi, Pedrosa, Stoner, Dovizioso... non hanno potuto nulla contro la determinazione di questo ragazzo.
Primo è partito, e primo è arrivato.
Grande Giorgio, el Porfuera ha colpito ancora.
Un solo grido, un solo numero: JORGE LORENZO #48!!!!
March 07 La fauna urbanaQuesta è dedicata a te, grande testa di cazzo. Tu, che ogni giorno mi aspetti in strada. Sei un pedone, un ciclista, uno scooterista, ma molto più spesso hai due ruote in più degli altri. Sei tu, automobilista. Si, proprio tu, automobilista che sei perennemente in ritardo. Mi aspetti ogni mattina per la tua cazzata quotidiana. Ma perchè prendi di mira proprio me? Io che ho già le palle girate perchè vado a scuola... E tu cosa fai? Mi avveleni il sangue... Ma magari tu fossi uno solo, magari!!! Eh sì, perchè di "stronzi" in auto ne esistono varie specie:
Il "Placidum Lumacherium" che si caratterizza da un'andatura lenta. Si piazza davanti e a passo di "lumaca" appunto blocca il traffico, costringendo così, a bruciare benzina inutilmente per superarlo in fretta e furia. Peggio è invece quello che ti si piazza dietro: il "Rotto in culum". Ha la particolarità di attaccarsi ermeticamente al tuo posteriore e di non scollarsi; ma perchè questo? non per affetto reciproco ma per superarti!
Cara testa di cactus, ove cazzo vuoi andare? Siamo in pieno centro, e stiamo procedendo a 70km/h... e tu vorresti andare più forte? Va bene, va bene passa!! Ma mentre mi sorpassi non provare minimamente a voltarti e a guardarmi con quella faccia da pirla, altrimenti divento una bestia. Piuttosto che lasciarti la soddisfazione, ti supero ancora prima che tu abbia concluso la manovra, anche a costo di inseguirti fino alla tua destinazione. Cazzo, non guardarmi così altrimenti ti svernicio la fiancata!!!
Ma il peggio di tutti è il "Perennementis Indecisus". Razza bastarda... purtroppo non è a rischio di estinzione. Esistono due tipi di questa razza, (il Placidum Lumacherium è una sottospecie) questi tipi sono: il "DexSix" e lo "Stopperi ciecatum". Il DexSix ama piantarsi in mezzo ai coglioni nei pressi di uno svincolo. E' facile riconoscerlo perchè si presenta con la faccia da pesce lesso che guarda a destra e a sinistra chiedendosi: "Dove devo andare?". Guarda, per me puoi anche andare diritto contro un muro, basta che ti levi dalle palle! E' da notare che questa specie è solita non mettere la freccia per indicare la direzione scelta, quindi c'è da prestare molta attenzione e armarsi di pazienza perchè una manovra azzardata potrebbe rivelarsi molto rischiosa. Meglio aspettare che il DexSix si levi di sua spontanea volontà o magari richiamandolo all'attenzione con un colpetto di clacson.
Ma ecco lo "Stopperi ciecatum". Questa particolare razza di automobilista sembra completamente indifferente e "cecato" nei confronti della segnalazione verticale di "STOP". C'è anche una forma meno "pericolosa" di questa razza che tende solo ad ignorare le precedenze, creando scompiglio negli incroci o nelle rotonde, che però ha la caratteristica di levarsi in fretta dalle balle, è solo un pò prepotente. Ma torniamo allo "Stopperi ciecatum", dicevamo che non vedendo lo stop, è portato a filare dritto sulla sua strada, infischiandosene di tutto e tutti. E' in assoluto uno dei più pericolosi perchè raramente in momenti di lucidità, si ricorda di fermarsi e lì avviene il dramma... c'è quello che si ferma di colpo venti metri prima costringendoti a frenate funamboliche, c'è quello che invece non frena proprio e lasciandoti l'illusione di proseguire, INCHIODA all'ultimo istante e solo Dio sa come evitare di finirgli in culo. Ma a volte capita di non trovarsi dietro ad uno di questi Stopperi, ma magari di trovarseli con il muso dell'auto fuori dallo stop sulla strada che si sta percorrendo. Ed ecco che qui la variante Ascari sembra un gioco da ragazzi in confronto: si è obbligati ad una manovra che mette in gioco esperienza, riflessi, sangue freddo e un pò di culo... Alla fine questa manovra viene accompagnata da una energica suonata di clacson ed un altrettanto sonoro:
"TESTA DI CAZZO!!!"
January 23 Moto nuovaEcco come farsi la moto "nuova" con soli 17€:
Andate in qualsiasi negozio di accessori per moto e ordinate il parafang Acerbis universale.
Lasciate un acconto, visto che è da ordinare...
Abbiate pazienza per almeno una paio di settimane.
Aspettatevi la "mitica" telefonata: "il tuo parafango è qui, quando vieni a ritirarlo?"
Andate di filato a prenderlo e portatevelo a casa.
Dopo aver preso le misure in maniera sommaria, aprite la confezione e iniziate a smadonnare.
Come ogni oggetto UNIVERSALE và in qualche modo adattato.
Prendete la vostra Transcity e iniziate a smanettarci su...
Et voilà! Dopo circa tre ore di madonne, trapani, viti troppo corte e bulloni ballerini,
eccovi servita la vostra nuova moto da enduro, very cazzut!!
Assicuratevi che tutto stia in piedi prima di andare in strada.... altrimenti sono cazzi mooolto amari.
Alla prossima puntata di: Easy-Rider, the Fancazzist.
September 23 CAMPIONI DEL MONDO!!!! Dopo una stagione densa di successi... dati da scelte coraggiose di qualche anno fa, come la scelta di portare le bridgestone nel mondo motogp, il frutto di anni di continui perfezionamenti tecnici (perennemente fuori dal coro) finalmente è stato colto! DUCATI E' CAMPIONE DEL MONDO MOTOGP CON CASEY STONER Un applauso a Ducati, che ha dimostrato che uno staff d'eccellenza, la sapienza ingegneristica, e la fame di successo possono superare qualsiasi ostacolo e che ogni tanto il cuore ha la meglio sula ragione... una piccola azienda quasi-artigianale è riuscita a battere le gigantesche case giapponesi... E un grazie personale perchè dimostra ogni giorno che l'ingegneria può essere un'arte! ...a Stoner, che come nessun altro ha saputo "capire" le nuove 800cc, costante come pochi, e sempre umile e corretto (nella sua maglietta per festeggiare l'evento, dedicando la vittoria al suo staff e ai suoi "eroi" ha incluso in questi ultimi anche il suo diretto rivale Valentino Rossi) ...a Capirossi, che è stato, e sempre sarà, l'uomo ducati (anche quando ci "tradirà" con le Suzuki), e lo ha dimostrato oggi: nonostante tutte le avversità di questa stagione, non ha mollato ed è riuscito a vincere per la terza volta consecutiva a Motegi! ![]() September 07 LA MIA PRIMA VERA MOTOPreso dal forum Smanettando2:
Ragazzi, non sono molto sicuro se sia la sezione giusta per parlare di una sicura, futura, moto. (in ogni caso qualche mod. mi sposterà il topic...) In ogni caso non ho resistito dalla voglia di farvi conoscere la mia prossima moto 125: Eccola! La foto non mostra la sua vera bellezza, ma purtroppo è l'unica che ho. Comunque, da come avrete potuto vedere si tratta di una Honda XL125V Varadero del 2001 tenuta maniacalmente bene. Oggi ho avuto occasione di vederla dal vivo e che dire... è stato amore a prima vista! anzi, a prima sgasata!!! Infatti la sorella del proprietario (che in quel momento era assente) ha avuto la cortesia di accenderla per farmi sentire la sua voce. Una melodia per le mie orecchie. Il suo "piccolo" twin borbottava al minimo senza tanti sforzi e rispondeva lineare a ogni accenno di gas che si dava alla manetta. Naturalmente non mi sono spinto troppo e ho preferito "assaggiarlo" appena senza andare oltre ai 4.000giri, ben sapendo che questo tipo di twin si può spingere fino a regimi ben più elevati. Tornando alle condizioni generali del mezzo, personalmente non ho trovato nulla di particolare, anzi, sono rimasto colpito dalla cura che hanno avuto per questa moto. Tutta la carena perfettamente lucida e priva di graffi, giusto qualche sfrisatina sulla paratia della marmitta (quest'ultima senza ruggine) ma comunque una cosa da poco. Per il resto gli servirebbe una bella pulitina nella zona del forcellone e del sotto codone. Il motore era perfettamente pulito e anche da acceso non aveva alcuna perdita di olio o rumori "sospetti". Le sospensioni mi sono sembrate ok, e anche l'usura dei freni non era accentuata, e anche il telaio mi è parso in ordine. Una cosa che mi rimprovero è stata quella di non aver controllato l'impianto elettrico (fari, frecce, stop ecc..) ma sicuramente alla prossima visita che farò (con mio padre) lo controllerò meglio, e magari ci scapperà anche la prova di guida. La moto come accessori ha il bauletto da 45lt, il barabrezza maggiorato e il paramotore (che a foto manca). Per quanto riguarda i pneumatici monta delle Pirelli Sport Demon e sono praticamente nuove. Ah, dimenticavo, la moto ha 21.000km ed è omologata Euro1. Il prezzo? 2.200€. Il valore dal listino eurotax parla di 1.800€, ma sem prendiamo in considerazione gli accessori e la condizione generale della moto, dire che come prezzo non è eccessivo. Al massimo so proverà a fare cifra tonda durante la contrattazione... 2.000€ e non se ne parla più. Bene, questa sarà la mia "motoretta", compagna di avventure quotidiane e di scampagnate extra-urbane nel fine settimana. Per il suo nome ci sto già pensando... "Ulisse" o "Odisseo" per ora sono i più quotati... O magari "Argo" come la mitica nave degli Argonauti alla conquista del vello d'oro della mitologia... Si accettano consigli. In ogni caso, se tutto va bene la Vara la prenderò a Novembre, quando avrò terminato il corso per la patente e avrò passato gli esami. Il tutto scuola permettendo.... Ora qualcuno si starà chiedendo il perchè di questa scelta, visto che la menavo tanto con la Derbi terra... alla fine ragionando con mio padre si è deciso di fare così, visto che la 125 al massimo dura 2 anni, è inutile spendere quasi 4.000€ per una moto nuova. Tanto vale una bella usata, tanto per spendere poco e avere i soldi poi per un bel 600 quando si presenta l'occasione. Giusto? Giusto! Honda XL125V VaraderoC'è un momento nella vita di un uomo, in cui si comincia a desiderare qualcosa di più. Per molti, questo fatidico momento giunge alla soglia dei 16 anni, quando lo scooter comincia a stare un po' stretto e la voglia di moto si fa più pressante.
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